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Poesia dei Saltimbanchi-1893 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledě 20 dicembre 2006
 

- Da Cenerentola, “Giornale pei fanciulli” diretto da Luigi Capuana, Roma, anno I, n. 9, 12 febbraio 1893

I SALTIMBANCHI

 

Bum! Bum! Bum! Fuori ragazzi!

Ecco in piazza i saltimbanchi!

Spiccan salti, lancian lazzi;

vien dal rider male ai fianchi.

 

Bum! Bum! tuona la grancassa,

la trombetta rauca strepe.

Ecco, fermasi chi passa,

altri accorrono e fan siepe.

 

A slargare il cerchio intorno

della banda il capo or gira,

suona in faccia a tutti un corno,

ed indietro ognun si tira.

 

Quella banda si compone

d ’un pagliaccio infarinato

con in testa un berrettone

bianco, lungo, acuminato;

 

d ’una donna macilente,

dalla strana acconciatura,

che con voce sonnolente

indovina la ventura;

 

v ’č un ragazzo capelluto,

che a far ridere si sforza;

ma il meschino č sordo e muto

saltator di prima forza,

 

Viene infin Lulú, ch ’č un cane

barboncin di buona scuola;

par che dica: “Oh Dio, c ’č pane?”

ma gli manca la parola.

 

Questa banda pel paese

giŕ da un mese in giro va,

con la fame ell ’č alle prese

ma com ’andar via non sa.

 

Č domenica. Ha piovuto,

e bagnata č ancor la piazza;

Roro, il bimbo capelluto,

e Lulú, cane di razza,

 

al comando del pagliaccio

spiccan salti in sú e in giú.

“Roro, lčvati su un braccio!

Lulú, opla! opla! sú”

 

Roro or via di tra ’ ginocchi

si fa uscir la testa; caccia

fuor la lingua, strizza gli occhi,

si contrae tutta la faccia.

 

Ognun ride, a ognun fa pena,

ma nessuno un soldo dŕ

a quel bravo Roro appena

col piattello in giro va.

 

Muto ei guarda quella gente

senza cuor, guarda la mano

tesa indarno, e mestamente

la reclina piano piano.

 

Dai balconi ah non scappate

anche voi, cari bambini!

Se v ’han fatto rider, date,

date un soldo a quei tapini!

Ultimo aggiornamento ( mercoledě 20 dicembre 2006 )
 
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