Accademia del Circo
Istituto di formazione professionale delle arti circensi
Fondazione patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e gestita
dall’Ente Nazionale Circhi. Nasce per far fronte alla crescente difficoltà nella
trasmissione di tecniche circensi emersa in particolare dagli anni settanta
quando, con lo sviluppo delle imprese famigliari in aziende, diventa più
difficile per i circensi tramandare alle nuove generazioni le discipline di base
della pista. La volontà di aprire una scuola del circo risale però, in nuce, nella
mente del fondatore Egidio Palmiri sin dal 1940, quando visita una struttura
del genere in Lettonia. Nel 1968 le speranze sembrano potersi concretizzare
con l’emanazione della legge 337 che “riconosce la funzione sociale del
circo”, ma il progetto è accantonato per mancanza di fondi. Nel 1988 grazie
all’impegno, anche concreto, dei consiglieri dell’Ente Nazionale Circhi, titolari
dei maggiori circhi italiani, il progetto viene realizzato sull’esempio di Scuole
Statali di Circo quali quella di Mosca e quelle francesi. I primi corsi vengono
ospitati nei quartieri invernali di Enis Togni a Verona. Nel 1990 la sede viene
trasferita a Cesenatico, nei locali di una ex colonia. L’Accademia è l’unica
istituzione di formazione professionale circense esistente in Italia e l’unica a
modello convittuale di tutto il mondo occidentale. Il corso è articolato in
quattro anni ai quali vengono ammessi allievi dagli 8 ai 16 anni, e permette
l’apprendimento di elementi delle varie discipline circensi. Dalla sua
fondazione l’Accademia ha diplomato oltre 40 allievi, oggi impegnati nelle
piste dei più prestigiosi circhi italiani e stranieri. Numerosi i premi ottenuti a
festival internazionali, da ricordare la medaglia d’Oro dei fratelli Peres al
Festival di Parigi e il clown d’Oro conquistato al Festival di Monte Carlo dalla
famiglia Casartelli con “la festa del cavallo” con una dozzina di diplomati
dell’Accademia. Ma soprattutto il Clown d’Oro nel 2004 dei Fratelli Errani. Da
segnalare la presenza di ottimi istruttori provenienti dalla Scuola del Circo di
Mosca o da famiglie italiane di tradizione, come Jarz, Nicolodi, Cardona,
Larible e Merzari, oltre alla nota contorsionista portoghese Fatima Zohra.
L’Accademia garantisce anche l’alfabetizzazione di base degli allievi di
provenienza circense altrimenti costretti ad un frustrante girovaggare per le
scuole di tutta Italia. Di recente l’Accademia ha costituito dei corsi di
articolazione più elastica al fine di poter accogliere studenti esterni o di età
superiore al normale, impossibilitati a frequentare per quattro anni o costretti
da contingenze di ordine pratico a soggiornare fuori dalla struttura.
Big Apple Circus
Fondazione circense statuniutense.
Fondato nel 1982 dagli artisti di strada Paul Binder e Michael Christensen, il
B.A.C. è importante per aver introdotto al pubblico americano il circo
tradizionale ad una pista di tipo europeo, con una teatralizzazione basata
sullo studio della storia del circo e un ruolo centrale delle esibizioni equestri,
con l'impiego di artisti internazionali del massimo livello. Modelli diretti sono i
circhi Gruss e Roncalli. Gli spettacoli del B.A.C. si distinguono per la
metodologia produttiva tipica del musical e del teatro commerciale
americano, nella concezione di scene, costumi, luci e musiche originali. Di
vocazione popolare, il B.A.C. si sposta attraverso i quartieri di New York e le
città della West Coast. Caratteristica del B.A.C., fondazione senza scopi
lucrativi, è il forte legame con le politiche sociali della città di New York con
impegno in attività didattiche e benefiche. Ogni anno il nuovo spettacolo
affronta un diverso tema della cultura popolare americana e pianta le tende
al Lincoln Center, di fianco al Metropolitan.
Circo di Budapest
Circo stabile statale ungherese.
Lo stabile di Budapest nasce nel 1891 grazie a Wulff Ede, proveniente da
una famiglia tedesca di domatori. L’edificio, capace di 2300 posti, desta
notevole sensazione tra gli abitanti della città ed ottiene un enorme successo
di pubblico. In seguito Ede lascia la direzione, il livello dei servizi va
peggiorando e l’edificio viene trasformato in una grande uccelliera ad uso
dell’adiacente parco zoologico. Nel 1904 Matyas Beketow riesce ad ottenere
un buon contratto di affitto e a riportare lo stabile di Budapest agli antichi
splendori. Ma le condizioni economiche del direttore russo peggiorano, nel
1929 I'impresa dichiara fallimento e Beketow si uccide gettandosi nel
Danubio. Il circo viene preso in mano dalla municipalità che lo affida in
sequenza a vari direttori fino a farlo arrivare nel 1935 tra le mani di Gyorgy
Fenyes, il quale scrittura artisti di fama mondiale (tra i quali Charlie Rivel),
stimolando allo stesso tempo il vivaio nazionale. Nel 1943 il circo è costretto
a chiudere per le attività belliche. La fine della guerra e l’arrivo dei russi
portano a una lenta decadenza. Nel 1949 il circo diventa statale,
l’organizzazione che se ne occupa è la Magyar Cirkusz es Varieté. Alla fine
degli anni ‘60 la struttura è però fatiscente, così, nel 1971, viene buttato giù il
vecchio stabile e costruito l’attuale Fovarosi Nagycjrkusz, con 1800 posti,
ampie scuderie per gli animali e un hotel per gli artisti. La direzione passa da
Gaborne Eotvos a Tamas Radnoti fino ad arrivare, nel 1988, all’ex artista
Istvan Kristof (Clown d’Argento al Festival di Monte-Carlo del 1977). Oltre
allo stabile esistono due quartieri invernali ben attrezzati e l’Istituto nazionale
di formazione degli acrobati, nato nel 1950 per volere del Ministero
dell’Educazione. Negli anni ‘90 il Circo di Budapest esegue alcune tournée in
Italia con alterna fortuna.
Circo Cinese
Denominazione dell’insieme di discipline e gruppi acrobatici della Repubblica
Popolare Cinese.
La Cina è formata da ventuno Province, cinque Regioni autonome e tre
Municipalità direttamente governate e in essa agiscono oltre cento
compagnie acrobatiche che non sono controllate da un unico organismo,
seppure tutte sotto la responsabilità del Ministero della Cultura. Le
compagnie si esibiscono su palcoscenico e i tendoni utilizzati sono rari.
Esiste un unico circo stabile, a Wuhan. La compagnia, nucleo centrale
dell’attività acrobatica in Cina, è formata da un minimo di quaranta fino ad un
massimo di circa centocinquanta persone. Di solito viene divisa in due distinti
settori, di lavoro e di formazione. Nel gruppo di formazione vengono
insegnate le varie discipline dell’acrobazia ad allievi molto giovani ai quali
vengono messe a disposizione tutte le facilitazioni per perfezionare la loro
arte. Grazie alla commistione con altre forme culturali, l’acrobazia in Cina è
diventata una forma d’arte composita ed armoniosa. D’altronde proprio in
questa nazione, già nella prima metà del settecento, le arti dell’acrobazia
venivano praticate e insegnate assieme a quelle del canto, della danza e
della recitazione nel famoso
numeri acrobatici cinesi, sono frequenti le citazioni ed i riferimenti a miti e
leggende popolari o a temi ricorrenti dell’Opera di Pechino. Del resto la
grande tradizione acrobatica asiatica ha avuto le sue antiche origini
soprattutto in Cina, ed è qui che sono avvennute le trasformazioni più
interessanti del nostro secolo. Negli ultimi anni della dinastia Qing, ovvero
all’inizio del ‘900, la Cina non riesce ad offrire dignitose condizioni sociali ai
propri giocolieri i quali si esibiscono soprattutto in dei tendoni itineranti simili
a quelli europei ma immersi nella più scura miseria. Gli artisti cinesi riescono
ad ottenere una certa considerazione ed un certo status solo nel 1949,
quando, con l’avvento di Mao Tse-Tung e la nascita della Nuova Cina, viene
messa in opera la nazionalizzazione di tutti i complessi acrobatici. La prima
esibizione del genere nella Nuova Cina viene organizzata nel 1950 a
Pechino, su ordine del Primo Ministro Zhou Enlai. La compagnia è formata
da acrobati provenienti da diverse province e i numeri eseguiti nel corso della
rappresentazione sono stati selezionati dallo stesso Primo Ministro secondo
criteri di validità e moralità. Vuole infatti che siano applicate severe censure
sui numeri ritenuti capaci di donare emozioni troppo crude. Scrive:
“L’acrobazia dovrebbe dare al popolo un piacere estetico e una sensazione
piacevole. Nè deformità nè stimoli troppo forti devono essere usati per
attirare il pubblico.” Enlai è quindi un precursore della moderna tendenza
circense verso forme più raffinate di spettacolo. Grazie alla sua
determinazione vengono del tutto eliminate le esibizioni dei fenomeni della
natura, così come tutti gli eccessi del fachirismo o di esibizioni similari basate
su sensazioni brutali. Dall’arte acrobatica viene inoltre eliminata ogni seppur
minima componente di rischio ed introdotto l’uso di rigorose norme di
sicurezza. Il motto degli acrobati di tutta la Cina diviene: “Lasciamo che
sboccino cento fiori, strappiamo le vecchie erbacce ed avanziamo nel
nuovo”. I numeri devono essere semplici, eseguiti con grazia, senza
eccessive forme di protagonismo individuale. Inoltre gli spettacoli delle
compagnie di ogni differente provincia devono essere caratterizzati con
sapori e colori tipici delle proprie tradizioni. Così uno stesso numero eseguito
da complessi di provenienza diversa può apparire del tutto distinto e perciò
portatore di motivi di interesse. Il successo della prima compagnia acrobatica
è tale da ispirare la nascita di gruppi simili in tutto il territorio cinese.
Secondo alcune statistiche in Cina sono oggi attivi più di dodicimila artisti
impegnati in una varietà incredibile di discipline ed oltre duecento sottogeneri
differenti.
L’acrobazia ha avuto un ruolo importante negli scambi culturali della
Cina con gli altri paesi del mondo e anche in momenti difficili per le relazioni
internazionali, le compagnie di acrobati cinesi sono state ben accolte dal
pubblico di diverse nazioni. La Cina è assieme all’URSS prima e alla Russia
poi, la nazione che più di ogni altra ha fatto man bassa di premi nelle varie
manifestazioni e festival di circo e di arte acrobatica fioriti un pò ovunque
negli ultimi ventanni. I numeri inviati ai festivals internazionali vengono
accuratamente selezionati attraverso manifestazioni a carattere nazionale
alle quali prendono parte decine di numeri e centinaia di artisti cinesi e dove
la competività fra le diverse province è spinta al massimo e motivazione di
grandi stimoli.
Interessante, da un punto di vista antropologico, quanto accade a
Wuqiao, Liaocheng, Yancheng e Tianmen, località che godono
dell’appellativo di “case dell’acrobazia”. In esse tutti gli abitanti del luogo
eseguono per la strada esercizi di acrobazia e di giocoleria come giocassero
al pallone o a nascondino.
Cirque d’Hiver
Circo stabile parigino. Costruito dall’architetto Charles Hittorf come Cirque
Napoleon nel 1852, è oggi considerato monumento storico ed è l’unico circo
stabile ancora in piedi a Parigi a simboleggiare l’età imperiale del circo
quando, a cavallo tra i due secoli, la capitale francese vantava una decina di
questi edifici. Capace di oltre 2000 posti, di notevole valore architettonico e di
moderna concezione (vi è un palcoscenico accanto alla pista, la quale può
trasformarsi in piscina) è inizialmente diretto da Dejan che qui consacra negli
anni ‘20 i clown Fratellini. Nel 1934 l’edificio è acquistato dalla famiglia
circense Bouglione che ne rilancia i fasti circensi negli anni ‘50 e ‘60. Oggi,
sempre di proprietà Bouglione, funziona per concerti o grandi eventi e da
qualche anno ospita sfarzose produzioni dei fratelli Bouglione.
Cirque du Soleil
Impresa circense canadese.
Nato nel 1987, per iniziativa dell'artista di strada Guy Lalibertè (l'attuale
presidente fondatore), il C.d.S. è la più grande impresa circense del mondo,
contando nel 1998 tre circhi itineranti (Europa, Asia, America), cinque
permanenti (Orlando e quattro a Las Vegas), un centro di creazione a
Montreal, un dipartimento europeo ed uno orientale con un totale di circa
1500 dipendenti. Dal 1987 al 1998 il C.d.S. ha prodotto 11 spettacoli visti da
10 milioni di spettatori in Asia, America ed Europa.
Il C.d.S. ha dato vita con successo a modelli completamente nuovi nel
campo della creazione, promozione e diffusione del prodotto circense,
creando di fatto un nuovo pubblico, un nuovo mercato e nuove esigenze.
Basi artistiche sono: l'assenza di animali, la rinuncia a qualunque stereotipo
circense, il ruolo costruttivo della musica. Ciascun spettacolo è costruito con
la formazione di una troupe di artisti di base in cui, facendo convergere le
tradizioni acrobatiche occidentali con le orientali, il sapere dell'artista
circense viene arricchito con tecniche attoriali o coreografiche. Attraverso
sedute di improvvisazione viene sviluppato il tema di ciascun spettacolo. Al
gruppo artistico di base vengono integrati numeri internazionali ma adattati al
contesto estetico di ciascuna produzione. Definendo nei primi anni tali
elementi grazie alla presenza decisiva del regista Guy Caron, il C.d.S. ricorre
dal 1989 alle regie di Franco Dragone, che introduce le tecniche di
commedia dell'arte contemporanea e il lavoro con le maschere. Negli anni, il
C.d.S.. passa a standard tecnologici elevatissimi e ad un'estetica di tipo
metaforico e molto affine alla sensibilità new age: l'artista circense può
interpretare le dimensioni sociali dell'uomo contemporaneo (
Ciascuno spettacolo è sfruttato in tournèe per una media di quattro anni. Gli
spettacoli del C.d.S., benché sempre svolti sotto un tendone, rivoluzionano
ogni volta lo spazio scenico circense e creano, specie nei costumi e nella
musica (dalle suggestive commistioni culturali), un'estetica attraente e al
contempo astratta, originalissima e priva di referenti esistenti. Tale visione ha
enormemente modificato, dagli anni '90, il concetto stesso di circo e la
costruzione dei numeri circensi influenzando anche scuole tradizionali come
quelle russe o cinesi.
Circo della Corea del Nord
Complesso statale circense nordcoreano.
Pur nell’assurdo isolamento nella quale è confinata, Pyongyang è oggi una
delle più importanti capitali del mondo del circo, la cui grandezza è
condensata in un insieme di antiche tradizioni, recenti successi e moderni
piani di sviluppo. Entrata nel 1876 a far parte dell’orbita nipponica, produce
molte delle compagnie giapponesi che furoreggiano in Europa a cavallo dei
due secoli. Il 9 settembre 1948 viene fondata la Repubblica Popolare
Democratica. Il 10 giugno 1952, il Presidente Kim Il Sung ordina
l’allestimento di alcuni spettacoli circensi anche nella prospettiva di effettuare
dei festeggiamenti per la vittoria nella guerra di quegli anni. In seguito alla
tregua del 27 luglio 1953 il circo inizia a svilupparsi. Kim Il Sung scrive:
“Dobbiamo creare un’arte acrobatica che adoperi con giudizio la cultura fisica
e l’arte tutta e sviluppi le tradizioni nazionali per educare il popolo ad un
patriottismo socialista”. Gli artisti circensi si adoperano così nella creazione
di vere e proprie opere di agit prop acrobatico ad alto contenuto ideologico:
Gli acrobati al lavoro sulla gru, L’elettricista contento, Il difensore della costa
e altri numeri nei quali sono interpretati principalmente i ruoli di operai e
soldati. Nel dicembre del 1962 viene inaugurato il circo stabile costruito, con
chiara influenza sovietica, sulla collina di Moranbong, nel pieno centro della
città. Lo stesso anno viene creata la Scuola delle Arti del Circo, per garantire
la trasmissione delle tecniche ai giovani artisti. Oggi in Corea esistono due
principali organismi dedicati alle arti acrobatiche: la Troupe Acrobatica
dell’Esercito, che si esibisce nel vecchio circo sulla collina Moranbong
affidato alla direzione di Pak Myong Su, e la Troupe Acrobatica di Pyongyang
che si esibisce nel nuovo circo diretto da Hong Zai Sik. A lato del moderno
edificio sono stati anche costruiti i nuovi locali della Scuola delle Arti del
Circo. Ad essa non è per il momento collegato uno Studio come nel modello
moscovita, esiste però una equipe di creativi, allenatori e professori che
contribuiscono al disegno dei nuovi numeri usufruendo anche di una sezione
tecnica che realizza scenografie, costumi ed attrezzi. Esistono anche dei
compositori al servizio degli artisti che compongono melodie distanti da
quelle cinesi e più simili a quelle occidentali e che vengono eseguite alla
perfezione dalle validissime e nutritissime orchestre dei due stabili. Il circo
coreano coinvolge circa quattrocento persone concentrate quasi tutte nella
capitale. In giro per il paese si esibiscono delle piccole compagnie inviate in
tournée dagli organismi centrali oppure delle piccole troupe di saltimbanchi
che agiscono in proprio, anche se sempre sotto il controllo dei funzionari
della capitale. I migliori numeri nordcoreani restano indubbiamente quelli
aerei con i quali fra gli anni ‘80 e ‘90 hanno conquistato sei Clown d’Oro al
Festival di Montecarlo.
Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo
La più importante manifestazione circense del mondo, organizzata nel
Principato di Monaco dal 1974, quando il Principe Ranieri, che da
giovanissimo frequenta i circhi stabili parigini, presa coscienza del momento
di crisi del settore, decide di rivalutare l’immagine di tale antica forma di
spettacolo. Scopo della manifestazione, come annunciato dallo stesso
Ranieri alla conferenza stampa che annuncia la nascita del festival, è
“segnalare i migliori artisti, promuovere l’immagine del circo nel mondo,
aprire la pista a tutti senza distinzioni”. La manifestazione riscuote subito un
grande successo e dalla sua nascita è vista da oltre 450.000 spettatori che
applaudono oltre 700 numeri venuti da tutto il mondo. Il Festival vede sfilare
grandi artisti e segue, passo, passo, i cambiamenti e gli sviluppi delle varie
discipline dell’arte circense. Ricevere un premio a Monte Carlo, o anche solo
partecipare al Festival, significa per un artista avere un prestigioso biglietto
da visita da esibire per il resto della carriera. Il Festival ha forma di
competizione con alcuni spettacoli di selezione ed uno finale con la
consegna dei trofei ai numeri migliori. Il premio è una statuetta scolpita da
Paule Male, l’effige di un Clown d’Oro o d’Argento. Vi sono poi altri
riconoscimenti minori dedicati a particolari discipline o caratteristiche. La
scelta dei numeri da premiare spetta ad una giuria presieduta dal Principe (in
seguito anche dalla Principessa Stephanie) e formata in un primo tempo da
importanti personalità dello spettacolo (fra le quali Sean Connery, Cary grant,
Michael York e i nostri Alberto Sordi e Giuletta Masina), molte volte colleghi o
amici di Grace Kelly. In seguito da esperti direttori di circo provenienti da tutto
il mondo. L’impatto sui media è minore ma il livello di competenza aumenta.
La preselezione dei numeri viene effettuata da un comitato che cambia di
edizione in edizione e che è coordinato dallo stesso Principe, la cui perizia in
merito cresce negli anni, ma il cui amore per il circo è da sempre sincero:
possiede una collezione di videocassette dei suoi artisti preferiti che riguarda
di tanto in tanto. Alla direzione di pista e alla logistica si alternano prestigiose
famiglie europee, dai Bouglione, agli Orfei, dai Togni, ai Bronette fino ai Knie.
Figura importante è quella del messicano Eduardo Murillo, già valido
acrobata al trampolino e collaboratore di Enis Togni, che rimane per oltre
dieci anni direttore di pista del Festival. Ruolo non facile. Ogni anno
partecipano oltre 150 artisti provenienti da tutto il mondo, 15 musicisti e
altrettanti assistenti di pista del Circo di Stato della Polonia, una cinquantina
di professionisti di varie categorie, interpreti, hostess, tecnici della TV. Gli
organizzatori, oltre che con i lunghi viaggi e le difficoltà di comunicazione,
devono vedersela anche con i tempi della burocrazia per il rilascio dei visti,
con il foraggiamento degli animali, con il problema del montaggio degli
attrezzi e tante altre cose ancora. In pochissimi giorni l’orchestra deve
imparare alla perfezione le musiche di oltre 20 numeri diversi, la maggior
parte dei quali visti per la prima volta, il direttore di pista, deve apprendere
nei minimi particolari le esigenze tecniche dei vari artisti dai quali dipendono
le perfette esecuzioni delle attrazioni. Deve poi deve preparare una scaletta
in grado di conciliare il ritmo dello spettacolo alle varie esigenze tecniche.
Tutte le edizioni sono presentate dall’elegante Sergio. Saltano tre annate: il
1979, per la scomparsa di Grace Kelly, il 1982 per problemi tecnici, il 1991
per le tensioni dovute allo scoppio della guerra del golfo. Dalla metà degli
anni ‘80 il festival viene spostato da dicembre ai primi giorni di febbraio, data
in cui i vari circuiti circensi sono per lo più inoperativi e permettono quindi ad
ogni nazione di partecipare. Nel 1987 viene inaugurata una costruzione semi
stabile da 4.200 posti che nel corso dell’anno ospita numerose altre
manifestazioni. Il Festival diventa il principale punto d’incontro degli operatori
del settore: artisti, direttori di circo, agenti, giornalisti, semplici appassionati.
Dal punto di vista artistico merito della manifestazione, oltre a quello di
raccogliere i migliori numeri in circolazione, è anche di aprirsi alle scuole
orientali e in seguito all’evoluzione dell’arte circense, ospitando, pur nel
contesto di un modello tradizionale di spettacolo, dapprima (metà degli anni
‘80) numeri rappresentativi del circo di regia russo ed in seguito (primi anni
‘90) artisti provenienti dal canadese Cirque du Soleil. L’Italia conquista in
tutto quattordici statuette, quattro dorate, nove d’argento e una di bronzo. Il
primo Clown d’Oro italiano è del 1987 a Massimiliano Nones con il numero di
12 tigri del circo di Moira Orfei. Nel 1996 è la volta della “Festa del Cavallo”
presentata dai Casartelli - De Rocchi, del Circo Medrano. Di un italiano un
altro importante primato: Flavio Togni (Circo Americano) è l’unico artista ad
aver conquistato tre Argenti e l’unico ad essere salito tre volte sul podio
nell’arco di oltre vent’anni (1976 - 1983 - 1998). Ecco tutti i trofei italiani:
1976 Argento a Flavio Togni (elefanti); 1977 Argento ai Canestrelli
(naturalizzati americani, trampolino elastico); 1979 Argento ai Nicolodi
(acrobatica a terra); 1983 Argento a Flavio Togni (gruppo misto di cavalli e
elefanti); 1987 Oro a Massimiliano Nones (tigri); 1988 Argento a David
Larible (clown); 1989 Argento a Stefano e Lara Orfei Nones (alta scuola e
animali esotici); 1996 Oro ai Casartelli - De Rocchi (“festa del cavallo”); 1998
Argento a Flavio Togni (cavalli); 1999 Oro a David LArible (clown); 2001
Argento a Fumagalli (clown); 2004 Oro ai Fratelli Errani (acrobati icariani)
Argento a Stefano Orfei Nones (tigri) e Bronzo a Willer Nicolodi (ventriloquo).
Ma non sempre il pubblico e gli operatori sono d’accordo con le decisioni
della giuria. Le principali critiche mosse, salvo i casi singoli (come quando il
triplo salto mortale di Raoulito Jimenez fu scambiato per un doppio),
riguardano il cambiamento di tendenza avvenuto alla terza edizione, dopo
che le prime due hanno visto in pratica consegnare il Clown d’Oro alla
carriera a Charlie Rivel, Alfred Court e ad Alexis Gruss. Dalla terza edizione
in poi si passa alla vittoria sul campo, eccezion fatta per la VII, quando si
aggiudica il trofeo Oleg Popov, che non sembra però brillare negli spettacoli
di selezione. Altra critica è quella di premiare a volte con leggerezza numeri
russi, cinesi e coreani. Fra gli addetti ai lavori circola la voce che ciò avvenga
per non interrompere il flusso di artisti provenienti da questi grandi serbatoi.
Gli spettacoli del Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo vengono
trasmessi dalle televisioni di mezzo mondo diffondendo ovunque l’immagine
del principato, ma anche quella di una forma d’arte capace di profonde
riflessioni sui propri codici e di conseguenti evoluzioni.
Krone
Circo tedesco.
Considerato il più grande circo d’Europa. Nel 1870 Fritz Krone fonda un
piccolo serraglio che in breve diventa di considerevoli dimensioni. Nel 1879
viene ucciso da un orso bruno e la gestione dell’attività passa nelle mani del
giovane erede Carl che, sposata Ida Ahlers, figlia del direttore di una
compagnia di teatro ambulante, nel 1908, presa coscienza della crisi delle
fiere (sulle quali era basato il circuito dei serragli) cambia sistema produttivo
creando un circo a tre piste che si esibisce in un enorme tendone a sei
antenne, sull’esempio dei complessi americani (Barnum & Bailey ha da poco
concluso la sua tournée europea). L’insegna adottata è in un primo momento
Circus Charles, per poi divenire Krone, che diventa celebre. Non per questo
viene abbandonato il serraglio che anzi negli anni ‘30 diviene probabilmente il
più grande zoo itinerante mai esistito al seguito di un circo. Non rare le
tournée in paesi stranieri, fra i quali l’Italia nel 1914 (Trieste) e 1921 (Milano).
Nel 1930 la figlia di Fritz e Ida, Frieda, sposa Karl Sembach e gli dà Christel
Sembach - Krone, che ancora oggi gestisce il complesso. Viene creato un
circo stabile a Monaco di Baviera, il Krone - Bau, fra i pochi a sopravvivere ai
bombardamenti della seconda guerra mondiale e ad essere ristrutturato in
maniera moderna. Nei primi anni ‘70 lo stabile ospita la serie di telefilm “Salto
Mortale”, trasmessa in mezza Europa che contribuisce all’ulteriore diffusione
del nome. Negli anni ‘80 è poi la sede del varietà televisivo “Sterne in der
Manege” che vede la partecipazione di famosi personaggi dello spettacolo
tedesco nelle vesti di artisti di circo. Per le tournée viene intanto adottato un
tendone di dimensioni più contenute ma che continua ad ospitare alcuni fra i
migliori artisti del mondo. La gestione artistica della Signora Christel si
dimostra attenta alle moderne tendenze del circo, ospitando ad esempio
numeri della scuola di regia russa, ma sempre nel contesto della struttura
classica del circo tradizionale adornata di coreografie prese a prestito dalla
rivista.
Circo della Mongolia
Complesso statale circense mongolo.
La Mongolia ha un’antica tradizione delle discipline dello spettacolo. Nel
1200, sotto Gengis Khan, per la prima e l’ultima volta nella sua storia, l’Asia
assume un’unica connotazione geografica, permettendo grandi scambi
culturali al suo interno e il diffondersi delle molteplici tradizioni dello
spettacolo popolare. Nei primi decenni del 1900 rimangono però solo piccole
troupe itineranti di saltimbanchi. Nel 1941 la conduzione del circo diventa
statale, grazie ad un professore russo che, in una piccola struttura stabile,
inizia alle tecniche circensi alcuni giovani provenienti da esperienze nomadi.
Un passo importante nello sviluppo delle strutture si ha nel 1971, quando è
creato il grande circo stabile che ancora oggi ospita gli spettacoli. La bella
costruzione, oltre alla sala principale, contiene una seconda pista per le
prove, le scuderie, alcuni alloggi e un blocco di uffici amministrativi. Il piccolo
edificio usato in precedenza diventa sede di allestimento spettacoli e, dal
1993, della Scuola del Circo. Il Circo di Stato della Mongolia si è svelato al
mondo occidentale solo dalla seconda metà degli anni ottanta, grazie alle
partecipazioni ai Festival di Montecarlo e di Parigi. Figura molto importante è
quella di Togoontchuluun Tsendayuch, chiamata la “madre del
contorsionismo”. E’ lei che prepara gli splendidi numeri di contorsionismo che
riscuotono successo un ovunque nel mondo. Attualmente il Circo di Stato
annovera tra le proprie file circa 180 persone tra artisti, tecnici e
amministrativi. Esiste pure uno staff di creativi al lavoro per presentare
numeri sempre più raffinati e curati anche nella messa in scena. Il crollo
dell’ex URSS ha provocato anche in Mongolia, come in tutti i paesi dell’ex
blocco socialista, profondi mutamenti istituzionali. Grazie alle sue dimensioni
non mastodontiche Il circo ha assunto una conduzione più agile e sensibile
all’evolversi dell’estetica circense.
Circo di Mosca
Denominazione dell’insieme di artisti e spettacoli provenienti dalla russia o
dall’ex Unione Sovietica.
A cavallo dei due secoli, l’entusiasmo degli spettatori stimola in Russia lo
sviluppo delle arti circensi e del varietà e il sorgere di numerosi edifici
deputati a tali spettacoli. Artisti di ogni genere, in cerca di lavoro, accorrono
da tutta Europa ed in particolare dall’Italia. Si affermano Alessandro Guerra
ed i Ciniselli. Guerra, detto “il furioso”, nel 1845 fa costruire un edificio in
legno che chiama Cirque Olimpique. Gaetano Ciniselli, nel 1869 assume la
direzione del circo in muratura di Mosca e di quello in legno di Pietroburgo
(quest’ultimo poi rimpiazzato da un elegante edificio che esiste tuttora). Altri
direttori famosi sono i Truzzi, apprezzati inscenatori di pantomime e
proprietari di circhi itineranti. La Russia diventa una seconda patria per i
circensi italiani. Lì si stabiliscono gli Averino, nascono Enrico Rastelli e
Alberto Fratellini, e trova il successo Giacomo Cireni, il “clown dello Zar”.
L’agiatezza dura però solo fino allo scoppio della prima guerra mondiale, che
porta gravi scompensi all’arte circense. Solo al termine vi è una parziale
ripresa con la creazione di nuovi circhi stabili, circhi itineranti e teatri di
varietà. Nel 1917, con la rivoluzione, la maggior parte degli artisti stranieri si
dà alla fuga non vedendo immediate possibilità di lavoro in una nazione dove
ognuno viene espropriato dei propri beni. Ma le grosse privazioni che soffre il
settore devono da lì a poco generare le solidi basi sulle quali viene costruita
la più grande struttura circense del nostro secolo. Il 26 agosto del 1919 Lenin
promulga il decreto sulla nazionalizzazione dei teatri e dei circhi seguendo la
proposta del Commissario all’Istruzione e alla Cultura, Anatolij Vasileviic
Lunaciarsky. Da quel momento la responsabilità di tutti i circhi stabili o
itineranti esistenti sul territorio sovietico, nonchè quella di tutti i lavoratori del
settore circense, ricade su di un unico organo direttivo: il Soyuzgoscyrk. Il
livello degli artisti russi ha però sofferto delle traversie sociali del grande
territorio e, salvo qualche rara eccezione, è inferiore a quello degli stranieri.
Per supplire a questo divario, nel 1927 viene inaugurata la Scuola delle Arti
del Circo e del Varietà di Mosca che in sette decenni sforna oltre 4000 artisti
di vario genere, ma tutti in possesso di solide basi generiche. Dalle scuole di
regia teatrale di Mosca arrivano dei giovani che creano il mestiere di regista
di circo; figura professionale del tutto nuova che permette, attraverso la
stretta collaborazione di artisti, coreografi e compositori, la creazione di vere
e proprie opere d’arte circensi alle quali si cerca di dare sviluppo tematico,
imprimendo toni storici e politici che vadano oltre la forma meramente
esibitrice del numero da circo. Nel 1946 viene creato il prezioso Studio per la
Formazione e la Preparazione di Artisti, Numeri e Spettacoli di Circo, dagli
addetti chiamato solo “lo Studio”: un laboratorio d’arte circense
d’avanguardia dove vengono sperimentate le potenzialità tecniche e creative
di ogni disciplina. Altri edifici per il circo con tecniche sempre più perfezionate
vengono eretti in tutta la nazione, fra essi un moderno edificio costruito sulle
colline di Lenin nel 1972, che dispone di cinque piste intercambiabili: una
tradizionale, una di gomma per le scatenate evoluzioni dei cavallerizzi del
Don, una attrezzata per i numeri di illusionismo, una con la superficie
ghiacciata ed una con un bacino idrico per numeri e pantomime acquatiche.
Un gigantesco dispositivo permette di alzare ed abbassare le piste in una
manciata di minuti, offrendo così ai registi di circo la possibilità di creare
numerose combinazioni. A Mosca la fantasia e la creatività degli artisti
possono esprimersi senza condizionamenti di nessun tipo. L’artista che
intende realizzare un nuovo numero presenta ai responsabili dell’organismo
centrale un dettagliato progetto nel quale descrive nei minimi particolari la
propria futura creazione artistica. Il Soyuzgoscyrk ha allestito una potente
organizzazione che dispone di strutture in grado di soddisfare ogni possibile
esigenza degli artisti. Vi sono sartorie per la realizzazione di costumi, sale di
registrazione per l’incisione di particolari brani musicali, laboratori con
falegnami e fabbri per la costruzione di nuovi speciali attrezzi.
Sono numerose le tournée all’estero. In Italia si ricordano quelle del
1959, 1964, 1969, 1982, 1987 e 1991.
Negli anni ottanta l’economia dell’Unione Sovietica comincia a dare
palesi segni di crisi. Con la dissoluzione dell’URSS, il Soyuzgoscyrk si
trasforma in Rosgoscyrk e l’enorme patrimonio artistico e animale del circo
sovietico si riduce ai “soli” seimila artisti e circa settemila animali operanti sul
territorio russo. Attualmente sono oltre duecento le persone che lavorano al
Rosgoscyrk, rimasto nella vecchia sede di Mosca. La struttura è divisa in
dipartimenti. I due circhi stabili di Mosca non sono più di sua proprietà
mentre continua a gestire quello in tenda, sito al Parco Gorky, la Scuola ed il
famoso Studio. Molti proprietari di numeri di animali cercano di vendere
all’estero belve e competenza d’addestramento: nel loro paese mantenere
tali animali senza l’apporto dello Stato comporta oggi rischi gravissimi. Gli
artisti diventano sempre più intraprendenti e si lasciano andare ad iniziative
private. Mentre una volta il Souyuzgoscyrk vigilava sulla qualità dei
programmi inviati all’estero, ora si è aperta una falla senza margini e si è
dato il via ad una colossale e capillare migrazione di artisti verso l’Occidente.
Il Rosgoscyrk, diretto da Ludmila Jairova, sta cercando di diventare una
moderna organizzazione in grado di avere un ruolo determinante anche negli
anni a venire, mentre gli ulteriori gruppi emergenti, come quello di Leonid
Kostiuk e quello di Nikulin, stanno tentando di assumere una struttura solida.
Circo di Stato
Sistema circense proprio dei paesi a regime comunista in cui formazione,
produzione e distribuzione delle arti del circo sono totalmente gestiti dallo
Stato tramite un apposito organismo centrale generalmente legato al
Ministero della Cultura escludendo la possibilità di iniziativa privata. Tale
sistema nasce nel 1919 con i decreti di Lenin che contribuiscono alla nascita
in Russia del primo Circo di Stato al mondo. In seguito, fino agli anni ‘50, altri
circhi di Stato nascono in Cina, Mongolia, Corea Popolare, Ungheria,
Cecoslovacchia, Bulgaria, Romania. Seppur con differenze interne, in
ciascun paese tale modello organizzativo comprende: una o più scuole di
formazione artistica e tecnica; l’edificazione di uno o più circhi stabili sul
territorio e vari altri itineranti; la gestione e la circuitazione degli artisti
attraverso tali circhi; l’ingaggio di artisti in paesi occidentali e la composizione
di programmi per tournée estere. Fino a tutti gli anni ‘80 tale sistema
produttivo contribuisce allo sviluppo e alla diffusione delle arti circensi. Con la
crisi del sistema comunista, a fianco dei sistemi circensi statali sorgono
gradualmente compagnie private, dove gli artisti e i circhi sono sempre più
indipendenti. Solo in Corea del Nord il controllo dello Stato sul circo resta
totale.